Celatio

Vago per il mondo confinando il senso della pazzia negli angoli remoti della coscienza degli uomini. Vivo in dimensioni che nessuno ha mai ipotizzato, inesistenti, sconosciute come i fiori ai bambini appena nati. Così considero l’uomo: un neonato nell’esistenza sterminata del tempo, appena venuto al mondo, lattante. Gli insegno come vivere e come patire, cosa ascoltare e cosa credere. Sono colui che abita profondità abissali e altitudini immisurabili. Esisto da sempre, sono stata creato insieme all’umanità, sono la follia normalizzata, il pianto dimenticato. Sfido la memoria e conquisto l’indifferenza, combatto la beatitudine e la trasfiguro in inquietudine, mi approprio dei problemi e li trasformo in ansia, quell’ansia che mi aiuta nella missione. Vi state chiedendo chi io sia e quale è la mia missione? Non sarò di certo io a dirvelo. Sono perfida e insinuante, ipocrita e dissimulatrice, falsa e ingannat(t)rice. Lavoro in voi e per voi. Sto dentro la vostra essenza, liquefatta negli anfratti della vostra anima, inizio e fine di ogni disperazione, capitolazione di ogni vostra speranza di redenzione. Mi nutrite con generosità estrema lasciandomi cibare della vostra ipocrita bontà, bevo la vostra negligenza e gusto il nettare che sgorga dalla negazione di voi all’umanità. Mi impegno a farvi dimenticare il senso della vergogna e del turbamento, per attuare in me il piano del mio amico fedele: “il male”. Così, mentre vi battete contro di lui, io faccio di tutto per farvelo dimenticare. Perché, fin quanto crederete che non esiste, potrò fare di voi ciò che voglio. Così avete potuto credere che non fosse un male uccidere vostro fratello e avete continuato a farlo; avere schiavi e avete schiavizzato intere generazioni; uccidere interi popoli e avete attuato i più assurdi genocidi. Avete potuto promettere e non mantenere, inveire contro il cielo senza sentirvi in colpa, arrendervi di fronte alle incertezze e non avere vergogna di nascondervi. Adesso, signori, lavoro per ben più alti progetti. I delitti contro l’ambiente sono stati un giochino da bambini, Auschwitz una passeggiata rilassante, l’aborto e l’eutanasia un trastullo per la noia che mi assaliva. Questo è niente, adesso voglio il massimo da voi: chimere, maiali trasformati in uomo, atomiche in ogni dove, eugenetica, manipolazioni genetiche e… allucinogeni che vi facciano dimenticare, dimenticare, dimenticare… Si, signori e signore, ladies and gentlemen, sono la dimenticanza, il peggiore dei vostri difetti, la più subdola imperfezione umana. Tra poco dimenticherete che mi sono palesata e ritornerete a dimenticare.

4 Risposte

  1. “Ma ci sono uomini saggi che ti conoscono e racchiudono nell’anima l’antidoto al tuo veleno. Lavorano per gli altri e nel loro silenzioso esserci ti inseguono seminando nella terra il seme del ricordo e della speranza.
    Ed è per questo che siamo ancora vivi.”

    Ciao

  2. Si spaziocorrente, ci sono uomini che non dimenticano e grazie a loro che possiamo ancora chiamarci uomini.

  3. Un atto d’accusa che condivido verso una società che sembra aver perso ogni freno al proprio delirio di onnipotenza in mano ai tecnocrati e ha messo in dubbio, come primo passo, l’esistenza di Dio per potersi insediare al suo posto. Un abbraccio e buona serata. Pietro.

  4. Felice serata anche a te Pietro, e grazie per essere passato.

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