Al bar (dialogo vero riveduto e corretto)

Il bar di via Medina è stracolmo, davanti al banco si accalcano decine di persone, cornetto in una mano e giornale nell’altra, rigorosamente vestiti di colori vivaci, che a Napoli bisogna onorare la bella “staggione”, o sole pe’ case, il tranquillo ridestarsi della primavera.

-Comm’ cazz fa càvero. Sto sudando anche le ossa.

-Dotto’ ve lo faccio come l’altra volta il caffè?

-Quello era veramente una schifezza, fammelo normale, schiumato con la crema che esce da fuori alla tazza. Voglio godermi il sapore del vero caffè napoletano.

-Va bene dottò, però non dite che era una schifezza davanti a tanti clienti. Potessero pensare che non sappiamo fare il caffè buono.

-Voi siete i “masti” del caffè, come il vostro non lo fa nessuno a Napoli.

L’uomo vestito di tutto punto, cravatta e giacca di flanella a righe, si volta di scatto.

-Non urlate che mi sono appena svegliato, poi tengo o’ mal’ e capa tutto il giorno.

-Il mal di testa vi viene perché con questo sole vi ostinate a vestirvi come fosse natale.

-Alla televisione aggio sentito che oggi viene a piovere.

-E voi date retta ancora alla televisione? Non lo sapete che quelli ormai dicono un sacco di stronzate?

-A proposito di televisione dottò, ma è o’ vero che Berlusconi sa’ fatt a Noemi? – chiede il barista poggiando il caffè sul bancone in finto marmo.

-E pure si fosse? Non è ommo pure lui?

-Si, però, dottò, quella è una ragazzina, potrebbe essere sua figlia.

-Ma non dire stronzate Totonno, una donna è donna quando capisce che in mezzo alle gambe ha un tesoro da sfruttare.

-Non vi permettere di offendere le donne. – grida la signora alla cassa, più trucco che faccia, sopracciglia trattate con sette passate di mascara e capelli con meches rosso fuoco. -Siete un maschilista di merda.

-E cosa aggio detto di male? Ad ogni modo qualcuno ci sta facendo un sacco di soldi con questa storia, adesso dicono che ci sono foto compromettenti. Mi chiedo perché la gente non si fa i cazzi propri.

-E perché non sono cazzi nostri questi? Anche quando Angelina, la figlia della portiera del palazzo dirimpetto, è uscita in cinta ne abbiamo parlato tutti e pure quando Marianna, o’ femmenelle, si voleva sposare a Mario o poliziotto.

-Totonno, tu sei bravo a fare il caffè, ma di politica non capisci niente.

-Scusate dottò, non avevo capito che una chiavata fosse un fatto politico.

-Ecco, allora ritorna a fare il caffè e dimmi se Lavezzi resta al Napoli.

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6 commenti

Archiviato in Racconti

6 risposte a “Al bar (dialogo vero riveduto e corretto)

  1. Ho passato una buona mezzoretta qui da te. Bel blog (so che è un commento piuttosto banale ma non ho il commento facile).

  2. Grazie di cuore… è un onore per me.

  3. Credo che ti terrò sotto controllo, se non ti dispiace. No, non dirmelo che non ti dispiace. Lo so. Sei un blogger ed anche io lo sono. ;)

  4. mi ci voleva un po’ di sana… naturalezza napoletana!

    Ciao Alfonso, scrutarti diviene un piacere … quotidiano! :D

  5. Grazie Patty. :))) tornerò a scrivere più assiduamente.

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