
Per l’ennesima volta sento alla radio notizie su Berlusconi, sua moglie e le sue presunte amanti. Roba da ridere se non fosse che c’è in gioco la dignità dell’Italia e degli italiani. Provo a immaginare se fossi stato io il padre della ragazza a cui il premier è andato personalmente a porgere gli “auguri” donando una collana da seimila euro. Non so quanti avrebbero avuto il coraggio di cacciarlo a calci in culo. Mio nonno diceva: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il male”, errando di proposito, senza sbagliare, secondo il mio modesto parere.
Non so quanto possano interessare le vicende personali di un uomo, a meno che non si voglia fare pubblicità gratuita al personaggio in questione. Che divorzino o che si amino, che si picchino o si accarezzino, non fa differenza, l’importante è parlarne, perché in una società mediatica, quale la nostra, non importa in che modo se ne parli, è rilevante che si salti all’onore o al disonore delle cronache, tanto non fa differenza: si esiste solo se si riesce a far parlare di se.
Ritornando all’episodio specifico ritengo che i giornalisti che si stanno dando da fare per analizzare, vivisezionare, sviscerare i dettagli delle scappatelle del primo ministro, non siano altro che comari chiacchierone, alla stregua delle “vaiasse” tanto care alla tradizione napoletana.
Le “vajasse” succitate urlavano per qualsiasi motivo contro la persona che odiavano, e lo facevano in modo così sguaiato, da essere ritenute donne di poco conto, femmine di bassa estrazione sociale, da evitare accuratamente.
Ecco: i giornalisti italiani non sono altro che “vajasse” della peggiore specie e non hanno nemmeno l’attenuante di essere Napoletani.
Però mi chiedo se a questi “mediatori” convenga di più essere “vajasse” oppure “vasciajole”, o scegliere di lavorare per migliorare il loro stile per evitare di essere confusi con i giornalai che, per chi non lo sapesse, per i napulitani (non c’è errore) è la stessa cosa.
P.S. Se capisci va buono, o sinò futtatenne.
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hihihihi…mi piace la “P.S.” macchisenefrega…:-)))
Mi permetto solo di aggiungere al tuo bel post che si utilizza questa storia come diversivo per distogliere l’attenzione degli italiani dai veri problemi e ciò rende il tutto ancora più squallido. Un abbraccio, Pietro.
E’ quello che volevo intendere Pietro… grazie di essere passato. Un abbraccio anche a te.