Un frammento…

Senti freddo? – mi chiese facendo splendere il suo sorriso nel buio.
Non risposi e lei continuò ad accarezzare il mio corpo stringendosi sempre di più a me. Il contatto mi fece sussultare, un tonfo al cuore presagì il prossimo evento. Non ressi, cercai avido la sua bocca e lei me la offrì con tutto il trasporto di cui era capace. I nostri umori liquidi si mischiarono e sperimentai sapori che non avevo mai sentito prima, sospiri mai uditi, lamenti che trasfiguravano in gemiti di piacere. Poi il calore del suo interno, fuoco che devastava l’anima, fiamma che incendiava convinzioni e bruciava le dighe del razionale, caverna che dava accesso al godimento più intenso che avessi mai provato . Stavo su di lei, mi sentii uomo, di nuovo, dopo tanto tempo. E volli sentirmi uomo fino in fondo, padrone e dominatore della sua volontà. Ammirai la sua schiena liscia e bianca, le sue natiche rotonde e sode, entrai in quel corpo con la passione e lo slancio di un innamorato. Solo quando i respiri raggiunsero la massima frequenza ed il sudore ebbe ormai,bagnato ogni centimetro di pelle di noi due, mi resi conto che non c’era più via d’uscita, dovevo arrivare fino in fondo, fino a quando i sensi si perdono per le strade dell’ appagamento, dove non c’è ritorno, dove l’istante diviene talmente intenso da farsi eterno.

3 Risposte

  1. unica la strada unico il senso unico il sentire unico il mescolarsi unico il fremere unico il cedere, non conosco altro modo.

  2. Neanche io Marta.

  3. Racconto o frammento di vita, poco importa, semplicemente meraviglioso. Riesco a vivere le emozioni di quel momento, talmente eri dentro la tua descrizione. Quando meno ce lo aspettiamo succedono cose imprevedibili che ci lasciano il segno. Lasciarsi andare è possibilie, è necessario, è riscoprire mondi che non pensavamo potessero più esistere.

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