Nel mare della vita

Granelli,
si stringono e s’abbracciano,
di sabbia fine e destini gemelli.
Non hanno mani,
ne’ membra o pelle,
ieri e oggi, come domani.
Sono isole e dune
e coccolano segrete passioni
sotto lucenti e meravigliose mezzelune.
Uno, mille, centomila
non si contano e non si etichettano,
si cingono, fila dopo fila.

Granelli,
l’inghiotte il mare
lo stesso mare da sempre,
di acqua salmastra e fastidiosi mulinelli.
Non si sottraggono al loro destino,
si stringono e s’abbracciano,
sono isole e dune,
non hanno mani, ne’ pelle,
e si lasciano trascinare negli altrui abissi.

E’ vocazione,
nel mare,
il mare della vita.

2 Risposte

  1. Peccato che non abbiano mani, i poveri granelli. Così sono spinti solo dal destino, inesorabile e sovrastante ai loro voleri. Le mani sono la realtà del desiderio di creare un pò il destino. Aiutano a capire, toccando, aiutano a difendersi, spingendo, aiutano a scegliere, una di qua e l’altra di là. Poveri granelli, che non realizzeranno mai i loro desideri, ma solo quelli del mare. Non è vocazione, se lo dicono per consolarsi, è ricerca di comunanza per evitare la solitudine di non avere mani.

  2. Chissà che non sia più “naturale” così ;-) le mani scelgono ciò che il cuore non sceglierebbe mai, il cuore semplicemente Ama, intreccia perchè è Amore, non abbisogna di nulla tranne che della consapevolezza di Esistere :-)
    Quindi ti abbraccio, ma senza braccia e senza mani ^_^ ma quanto sono scema? ahahhahahahah

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