Io non so con quali armi sarà combattuta la III Guerra Mondiale, ma so che la IV Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni.
Distribuiamo pacchetti con generi di prima necessità, liofilizzati, bottiglie di acqua e altre cose inutili e perfino imbarazzanti: preservativi e pillole anticoncezionali. Ci hanno detto che sono utili per evitare che ci possano essere nascite indesiderate, come se, tra bombe e puzza di cadaveri, a qualcuno possa venire voglia di fare l’amore. Ma più probabilmente servono a scongiurare conseguenze per i ripetuti stupri: i soldati diventano peggio degli animali in certe condizioni.
Le donne hanno gli occhi scavati dal dolore, la loro pelle sembra essere attaccata direttamente alle ossa, e le gambe appaiono come stampelle simili a quelle che alcuni usano per sorreggersi a causa dell’amputazione di una gamba: a nessuno verrebbe voglia di farci all’amore se non seguendo ciecamente il suo istinto animalesco.
I pochi bambini che sono rimasti, piangono. Non è il pianto disperato dei nostri fanciulli quando frignano per il giocattolo mancato, è una nenia che ti strazia il cuore, un lamento continuo, una tonalità che disturba l’anima e te la strappa dal corpo, quasi volesse fuggire da questo terrore.
Un uomo si è avvicinato, ha in braccio un fagotto di cenci luridi. Anche lui mi ha sorriso, poi ha alzato un lembo del lenzuolo e mi ha chiesto di guardare. Un odore acre mi ha penetrato le narici e non ho potuto fare a meno di girare di scatto la testa quando ho visto quello che restava del suo bambino. Non potrò dimenticarlo mai, questa visione mi perseguiterà per tutta l’esistenza.
Voglio fare qualcosa per questa gente, adesso più che mai.
Peppe mi ha strappato dalla paralisi in cui ero piombato.
-Non guardare, andiamo via. – mi ha gridato.
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La tristezza di un simile racconto grida e urla, ma senza rumore, per tutte quelle guerre dimenticate e che non appaiano nelle nostre cronache “quotidiane”.
Cosa possiamo fare? Forse non tanto, ma per lo meno potremmo cercare di abbattere quel muro di indifferenza ed abitudine che ci circonda.
Ciao
Difficile pensare a uomini che non abbiano in testa solo il conflitto con l’altro… forse quando penseremo al prossimo come una persona uguale a noi, cesseranno tutte le guerre.
Grazie a te per essere passato.
Vogliono banalizzare il crimine usando dei termini eufemistici come ffetti collatterali, quasi fosse una diarrea che ti prende per un medicinale mal tollerato, e ce ne parlano snocciolando numeri dimenticando che dietro ci sono uomini che soffrono e bambini. Questi sono crimini ai quali i nostri governanti ci stanno rendendo complici per proprio tornaconto. Personalmente urlerò finché avrò fiato in gola che questo non è il mondo che voglio io…Ma cosa pensano che come ricompensa a questi scempi avranno fiori in cambio? Un abbraccio, Pietro.
Immaginare che quei bambini sono anche i nostri bambini è terribile Pietro… è terribile sapere che il nostro stato è complice di quegli omicidi.
Grazie Pietro, ti stimo sempre.